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    November 08

    Petrolio, alleato pericoloso ed inefficiente.

    Era il 1870 quando un criminale noto come John Davison Rockefeller (1839-1937) fondò una compagnia petrolifera chiamata Standard oil, divenuta negli anni il pioniere di tale industria ottenendo qualsiasi tipologia di potere, incluso quello di decidere gli sviluppi e le strade dell'economia mondiale.
    A distanza di centotrentanove anni, l'oro nero rappresenta ancora una risorsa fondamentale per i singoli paesi, al punto che il loro successo economico è direttamente proporzionale all'andamento dei mercati dei prodotti distillati dal petrolio greggio, così da permettere ai pochi eletti di gonfiarsi il portafoglio e al resto della popolazione di cadere in un'irreversibile dipendenza economica, spesso (trattasi perlopiù dei paesi sottosviluppati ed in via di sviluppo) costringendola a scegliere se mangiare (e quindi entrare nel fatato mondo della criminalità) o perire di stenti.

    L'economia del petrolio si basa sull'assurda filosofia americana dell'"usa e getta" secondo cui nulla si crea ma tutto si distrugge. Distillando il petrolio greggio ad una temperatura che si aggira tra i 60 e i 100 °C, da un litro di petrolio solamente il 10% diviene benzina dopo la prima semplice distillazione: si nota già adesso come il rendimento economico di questa fonte di energia sia vergognosamente irrilevante. Inoltre, nel momento in cui la benzina entra in gioco all'interno del nostro motore, soltanto il 10% di questa viene utilizzata per spostare il veicolo, poiché il restante 90% funge da termoregolatore. Si noti come si sia giunti al 10% di efficienza in due fasi immediatamente consecutive: se da un litro di petrolio solo il 10% si trasforma in benzina di cui a sua volta solo il 10% muove un qualsiasi veicolo, in ogni Euro di petrolio che paghiamo è contenuto solo un centesimo di locomozione. Ciò significa che per ogni pieno di benzina che introduciamo nella nostra autovettura, nel nostro scooter, nella nostra motocicletta, nei nostri mezzi agricoli o nei nostri macchinari industriali, la quantità netta necessaria al motore per portare a termine il proprio compito è esattamente di un centesimo del carburante che paghiamo, e da ciò segue che il nostro motore, allo stesso prezzo, potrebbe rendere ben cento volte di più.

    La maggior parte della popolazione mondiale, naturalmente, non è in grado di affrontare una tale spesa, innanzitutto in tema di sostentamento alimentare: con l'aumentare del prezzo della benzina, e quindi dei trasporti, risulta evidente come aumentino anche i costi degli approvvigionamenti, mentre nel frattempo circa ventiquattromila persone muoiono ogni giorno di fame (proprio in questi secondi ne stanno morendo giusto qualche centinaia), di cui il 10% rappresentato da bambini al di sotto dei cinque anni di età, mentre ottocentocinquantadue milioni soffrono la malnutrizione. Personalmente, non so quanto possa a questa gente interessare della nostra politica economica ed energetica, ma ho di certo una vaga idea dei danni nutrizionali causati dalle venticinque milioni di tonnellate di cibo gettate nei rifiuti solo in Italia, della quantità mostruosa di energia sperperata da ciascuno di noi, per non parlare delle incalcolabili cifre inerenti all'acqua.

    Ma vi è una questione che batte tutte le altre: l'inquinamento. La composizione dell'atmosfera è cambiata drasticamente nel corso della storia del pianeta a causa di fattori geologici e biologici, e con essa è mutata anche la capacità dell'atmosfera di trattenere il calore, causando una radicale evoluzione dell'effetto serra. L'uomo, con i suoi sprechi quotidiani, influenza l'ambiente in cui vive, incidendo sull'atmosfera apportando un aumento esagerato di gas ad effetto serra.
    Infatti, un'impressionante impennata nella concentrazione di gas serra si è registrata con l'utilizzo di combustibili fossili derivanti dal petrolio, che ha alterato il ciclo delle riserve geologiche di carbonio, per non parlare della smisurata produzione di metano dovuta ad un'esplosione dell'allevamento di bestiame e delle colture a sommersione.

    Ma guardiamo i lati positivi: la famiglia Rockefeller e tutti i petrolieri sparsi per il mondo continuano con indifferenza a fagocitare quattrini abusando dell'ignoranza della gente e dell'informazione pilotata in favore dell'oro nero e dei suoi pochi eletti. E noi, nella nostra ingenuità, contribuiamo inconsapevolmente alla rovina nostra e dell'intero pianeta, ignorando e non sovvenzionando le numerose alternative a costo zero sia dal punto di vista economico che ambientale (le cosiddette energie rinnovabili), quali il geotermico, l'idroelettrico, il solare, l'eolico e le biomasse (attenzione: il nucleare e la termovalorizzazione non sono affatto rinnovabili né pulite come vorrebbero invece farci credere).

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